Libri

NOS4A2 di Joe Hill: a Natale è meglio non essere bambini buoni…

Il talento è ereditario? Beh, analizzando la mia situazione mi verrebbe da pensare di no. Ho visto mia madre dipingere bellissimi paesaggi senza troppo sforzo o dedicarsi con naturalezza a qualche piccolo lavoro di bricolage creativo, mentre io prendo in mano il martello solo per distruggere qualcosa e i disegni che faccio mancano evidentemente delle basi del disegno.
Ci sono però dei casi che testimoniano una chiara influenza genitoriale nella propria creatività, come accade con Joe Hill, figlio del re dell’horror, Stephen King.

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Libri

Blackout, di Gianluca Morozzi: personaggi solidi, una narrazione incalzante e un intreccio agghiacciante

Immaginate di vivere una torrida giornata estiva in una Bologna praticamente deserta. Di non vedere l’ora di bere un bel bicchiere d’acqua fresca, di farvi una doccia, di spiaggiarvi sul divano per recuperare le forze. Immaginate di salire in ascensore, pochi piani vi separano dal vostro appartamento, il caldo è ormai insopportabile e con voi ci sono altre persone che evitate con imbarazzo di guardare. Immaginate che l’ascensore si blocchi, nel bel mezzo della salita.

Le luci si spengono. Blackout.

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Serie Tv

Quando è l’abito a fare il monaco: natura, progresso e meraviglie grafiche in Love, Death & Robots

Man mano che le serie tv diventano sempre di più il mio pane quotidiano mi rendo conto di quanto ultimamente io sia affezionata alle storie che si concludono in una o massimo due stagioni. Con ciò non voglio togliere nulla ai prodotti più longevi (ricordo che sono una grande fan di Once Upon a Time, Rizzoli & Isles, Friends e un sacco di altre sit-com parecchio durature), ma in alcuni casi è bello sapere che una trama ben riuscita non venga tirata troppo per le lunghe, col rischio di rovinarla con scelte stupide. Molto semplicemente, ci sono serie tv che sono portate per allietarci per anni e anni e altre che meritano una fine dignitosa dopo una sola stagione. Continue reading “Quando è l’abito a fare il monaco: natura, progresso e meraviglie grafiche in Love, Death & Robots”

Serie Tv

Happy: violenza e follia in formato cartoon

La tv è piena di prodotti sempre uguali, la solita minestrina scaldata e niente di più. Sebbene io sia una fan della minestrina (età interiore 90 anni), a volte cerco un po’ di originalità nelle serie tv che vedo. Con Happy non solo l’ho ottenuta, ma sono entrata in un mondo che non mi aspettavo, completamente folle, a tratti psichedelico e tutto fuorché banale.

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Serie Tv

Profumo: la rivisitazione in chiave angosciante del romanzo di Süskind

Io non lo so se sono le atmosfere fredde e inquietanti o se è quel modo di raccontare che ti fa capire una cosa e cento te le fa solo intuire (sbagliando ovviamente), ma negli ultimi tempi penso che i tedeschi ci sappiano fare con le serie tv.
È stato con Dark che ho rivalutato il loro talento (capendo finalmente che gli europei non hanno niente da invidiare agli americani), un titolo in apparenza pesantone, ma che dopo qualche riserva ho divorato con gusto, bramosa ogni volta di sapere cosa sarebbe successo nella puntata successiva. Ma come dicevo prima, ci ho capito poco.

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Serie Tv

You: quando l’amore è manipolazione, controllo e brama di possesso

Ne stanno parlando praticamente tutti sui social e suoi blog dedicati alle serie tv. Lungi da me il tentativo disperato di seguire le mode, ma tutto questo trambusto relativo a You, serie televisiva uscita su Netflix nel dicembre 2018, mi ha messo addosso una certa curiosità. La media delle recensioni non è proprio brillante e l’opinione comune trasmette all’incirca la stessa idea che You sia un prodotto di scarso interesse, realizzato in modo mediocre e un po’ immaturo. Continue reading “You: quando l’amore è manipolazione, controllo e brama di possesso”

Videogiochi

Quando il gioco diventa qualcosa di più: immedesimazione, emozione e lotta per la libertà in Detroit: Become Human

Da qualche mese mi era stato promesso un pomeriggio gioco alla play a quello che mi era stato presentato come il nuovo Heavy Rain. L’aspettativa di mettere le mani su un controller e di dare sfoggio della mia incapacità nei movimenti mi ha logorata, ma ancora di più l’idea di poter assistere di nuovo a un capolavoro della Quantic Dreams. Non stavo più nella pelle. Heavy Rain mi aveva conquistata grazie a una narrazione incalzante e adrenalinica, un mistero da risolvere e la possibilità di scegliere come muovere i personaggi. Un nuovo gioco dello stesso tipo, realizzato con uno stile grafico ancora più realistico e preciso, mi sembrava davvero una specie di sogno erotico. Continue reading “Quando il gioco diventa qualcosa di più: immedesimazione, emozione e lotta per la libertà in Detroit: Become Human”

Videogiochi

Le regole dell’immedesimazione: Heavy Rain e il potere della buona narrazione

Questi ultimi anni sono stati una vera manna per i videogiocatori di tutto il mondo, sedotti dallo sviluppo e dal costante perfezionamento di sistemi di simulazione come la realtà virtuale.
La VR, o Virtual Reality, è la particolare tecnologia di recente creazione (ma basata su un’idea e su ricerche risalenti agli anni ‘80), che permette di vivere in prima persona un videogioco appositamente creato. Darei un’unghia per provarlo almeno una volta nella vita, anche se ho come l’impressione che se mai accadesse sarei come una di quelle persone che perdono il senso della realtà e cadono a terra sopraffatte. Continue reading “Le regole dell’immedesimazione: Heavy Rain e il potere della buona narrazione”

Libri

Grace Marks tra innocenza e colpevolezza: l’affascinante ambiguità dell’eroina di L’Altra Grace

Il 1851 è un anno particolare per l’Occidente. Non per lo scoppio di una guerra o per qualche importante scoperta in campo scientifico, ma per il graduale diffondersi (iniziato decenni prima) di una tendenza destinata a raccogliere un seguito enorme e ad arrivare quasi intatta fino ai giorni nostri.
Da dolori e lutti nasce lo Spiritismo, alimentato dalla necessità ossessiva e forse un po’ morbosa, ma del tutto comprensibile, di poter stabilire un contatto con i cari defunti, abbattendo la barriera tra il mondo dei vivi e l’Aldilà.
Se con un sorrisino state pensando a gente seduta attorno a un tavolo, a lume di candela, con le mani unite e intenti a dire “sei ci sei batti un colpooo”, ci avete preso. Proprio di questo sto parlando. Continue reading “Grace Marks tra innocenza e colpevolezza: l’affascinante ambiguità dell’eroina di L’Altra Grace”