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Recensione Buona Apocalisse a tutti: la fine del mondo in chiave ironica

Non capita spesso di dire che un libro è “simpatico”, ma Buona Apocalisse a tutti, scritto da Neil Gaiman e Terry Pratchett è proprio così che può essere definito. Ci sono libri scritti bene, libri scritti male, romanzi noiosi o avvincenti fino al punto di non volerli mollare fino a notte fonda. Questo romanzo suscita un’immediata simpatia, fin dalle sue prime pagine. Sarà il suo modo di trattare un argomento delicato con un tono così spensierato, sarà che la sua ironia non si ferma nemmeno di fronte all’imminenza della distruzione del mondo. Sta di fatto che è impossibile non lasciarsi scappare un sorriso nel leggere le imprese di Azraphel e Crowley nel mondo umano. Volete saperne di più? Beh, allora qui sotto la mia recensione di Buona Apocalisse a tutti!

Trama

Dopo lotte millenarie tra Bene e Male tra angeli e demoni, è giunto il momento di tirare le somme e di scatenare Armageddon sulla Terra. È la fine dei tempi dunque, l’Apocalisse, ma per l’angelo Azraphel il demone Crowley la fine del mondo non è una prospettiva tanto invitante, loro che apprezzano l’uno la compagnia dell’altro sulla Terra e ciò che un Pianeta così bizzarro riesce a offrire. I due improbabili conoscenti (o forse proprio amici?) si armano dunque di tanta pazienza per mandare a monte l’Apocalisse, nonostante sia stato attuato un piano più grande di loro.

Recensione di Buona Apocalisse a tutti

La religione è da sempre un argomento spinoso da trattare. Se da un lato il rischio è quello di non esporla in modo tale da renderla comprensibile a chi ne vuole sapere di più, dall’altro è sempre in agguato il pericolo di mancare di rispetto a una tematica importante per molte persone.

Neil Gaiman e Terry Pratchet non possono sfuggire all’accusa di “blasfemia”, nel senso più tecnico del termine. Il loro modo di trattare le leggi divine e come gli uomini le hanno interpretate è così ironico che è impossibile non notare le leggera presa in giro, ma al tempo stesso la “parodia” è portata avanti con tanto candore e simpatia, da risultare del tutto innocente.

Buona Apocalisse a tutti, con il suo tono leggero e i suoi personaggi ammalianti, ha un modo tutto suo per raccontarci come sono andate davvero le cose, dalla creazione del mondo in poi. Ciò che crediamo essere casuale, forse è stata una risposta divina al disordine del mondo o magari il capriccio di un demone che voleva movimentare una giornata troppo noiosa.

L’universo governato dalle forze del Bene e del Male appare così quasi semplice da comprendere, almeno in questa ironica versione di Gaiman e Pratchet, ed è proprio in questa avvicinabilità che si deve individuare il valore dell’opera. Pur non mancando di piccoli difetti – quali la narrazione a mio avviso un po’ caotica relativa alla sotto-trama di Anatema Nutter e PulciferBuona Apocalisse a tutti ha il merito di essere una storia nella quale il lettore riesce a riconoscersi.

La mia recensione di Buona Apocalisse a tutti non può che essere positiva, proprio per il fatto che una questione spinosa e complessa come la religione, viene raccontata in modo piacevolmente alternativo tramite aneddoti e rivisitazioni di miti biblici, in modo da farci familiarizzare con essa. In questo modo anche le creature più soprannaturali del romanzo mostrano pregi e difetti che li rendono incredibilmente umani. Al centro della narrazione ci sono loro, l’angelo Azraphel e il demone Crowley, entrambi un po’ buoni e un po’ cattivi, un po’ subdoli un po’ corretti, tanto da risultare insieme come una sorta di Yin Yang. Il loro sodalizio, rafforzato con l’imminente arrivo di Armageddon, sembra essere una credibile metafora del mondo stesso, composto sia dal Male che dal Bene, che possono – anzi devono – convivere. Azraphel e Crowley sono anche uno dei principali elementi comici del romanzo e un vero e proprio bacino di istanti teneri tra amici (che quasi temono di definirsi tali).

Accanto a loro si muovono numerose figure, tra umani, creature celesti ed esseri infernali, tutti adattati a un contesto attuale. La rivisitazione di Gaiman e Pratchet rende – per fare un esempio che mi ha davvero conquistata – i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse figure che incarnano i mali del mondo moderno, che richiamano alle brutture della guerra, alle assurdità delle diete e alla tossicità dell’inquinamento. Questa fine del mondo, raccontata in chiave ironica e attualissima, rende Buona Apocalisse a tutti un romanzo divertente (quante volte la Otter Half mi ha sentito ridere in bagno!) e dai ritmi incalzanti!

Voto Buona Apocalisse a tutti
3,5 pescetti su 5

 

Consigliato a chi

Vuole ironizzare un po’ sulle storture del mondo; vuole conoscere più da vicino le pratiche dei veri cacciatori di streghe; è interessato a vivere una religione un po’ alternativa.

Sconsigliato a chi

Odia i dischi dei Queen; pensa che ironizzare sulla religione sia troppo blasfemo; odia l’espediente narrativo dello scambio di persona.

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