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Recensione La storia infinita: una fiaba per tutti, magnificamente simbolica

Fiaba, romanzo di formazione, vicenda dal profondo significato simbolico. Comunque lo si voglia definire La storia infinita è un romanzo che è entrato di diritto nella storia dei classici per ragazzi  (un po’ come Harry Potter, di cui parlo in questa recensione), affascinando i lettori più piccoli con una storia avvincente ed eroica, ma conquistando anche i più grandi grazie agli elementi metanarrativi complessi e stratificati. 

Essendomi avvicinata al libro molti anni dopo rispetto alla visione dei film (erano gli anni ‘90 quindi dire molti è un eufemismo), ammetto di non aver avuto grandi aspettative. Anzi, temevo addirittura che avrei trovato un po’ noiose le avventure di Bastiano in quello strano regno di Fantàsia, popolato da creature stranissime e da continue minacce. 

Che dite, ho dovuto ricredermi? Scopritelo in questa recensione de La storia infinita, in cui mi pento di essere partita prevenuta e tesso le lodi di un romanzo che non dovrebbe mancare in nessuna libreria per ragazzi!

 

Avvertenze: Cerco sempre di evitare spoiler. Qualche allusione velata però la faccio

Trama

Bullizzato dai compagni, il giovane Bastiano Baldassarre Bucci (ammazza che nome!) si rifugia in una libreria antiquaria. Lì scopre dell’esistenza di un libro speciale, La storia infinita, che – a detta del proprietario – è un’esperienza pericolosa, poiché permette di vivere davvero le avventure descritte ai lettori. Piuttosto scettico, ma incuriosito dal tono cospiratorio dell’uomo, Bastiano si fa prendere da un piccolo raptus criminale e ruba il libro, per poi andare a leggerlo nella soffitta della scuola. Ha inizio per lui un’avventura indimenticabile, in un regno immaginario minacciato dall’avanzare del Nulla.

Recensione La storia infinita

Quello che non mi aspettavo nel leggere questo romanzo non è tanto che mi piacesse (insomma, quello può capitare), ma che mettesse così tanta carne al fuoco. La storia infinita è quel classico per ragazzi che tocca delle corde anche nei lettori più grandicelli come me, grazie a un sottotesto ricco di rimandi simbolici e riflessioni complesse. 

Non ci stupisce quindi leggere della grande stima di Ende per questo libro e della delusione nel vederne tratta una scialba trasposizione cinematografica. Da piccola le avventure di Bastiano mi sono sempre sembrate una sorta di capolavoro per me poco comprensibile, ma solo dopo aver letto il romanzo ho capito quanto potesse essere umiliante per l’autore assistere a un tale stravolgimento della propria opera, privata dei suoi significati più profondi. 

E se in quest’opera semplicità e complessità si intrecciano come i serpenti dell’Auryn (la semplicità richiesta dal target e la complessità di una storia strutturata su più piani), è proprio la seconda ad affascinare di più. Siamo di fronte a metaletteratura, a un libro che parla di libri e a un protagonista che è al tempo stesso lettore e poi creatore di una storia che continua a riscriversi in un ciclo infinito. 

Ma se fosse solo questo il fulcro della vicenda di Bastiano, sarebbe tutto ancora troppo semplice. Nah, Ende ha fatto molto di più, confidando in un’intervista la lunga genesi dell’opera, tra rimaneggiamenti, scarti e modifiche. In questo romanzo fantasy di formazione, ambientato nel regno immaginario di Fantàsia, i simboli e le allegorie riguardano tematiche decisamente complesse che coinvolgono vari aspetti della vita, della psiche e delle emozioni. 

Si parla del valore dell’immaginazione, proprietà mentale dotata di un enorme potere creativo, ma sempre più carente nella società materialista di oggi. Per questo il regno immaginario di Fantàsia sta lentamente scomparendo di fronte all’avanzata di una forza maligna definita Nulla

Si parla di vita e di morte, ma anche del concetto di infinità, ben rappresentato proprio dal libro intitolato La storia infinita, un romanzo nel romanzo.
Ma ciò che ho apprezzato di più è stato l’arco narrativo di Bastiano che sperimenta nel corso della sua avventura su Fantàsia diversi ruoli: dapprima lettore impacciato e incompreso, poi improbabile salvatore di un regno sull’orlo della scomparsa, infine vero e proprio antagonista, nemico degli abitanti di Fantàsia e di se stesso. 

Verso la metà del romanzo, in un punto della storia che segna il passaggio dalla prima trasposizione cinematografica alla seconda, inizia il vero e proprio percorso di Bastiano come eroe. Un centinaio di pagine che ha rischiato di perdere la mia attenzione.
La noia è però durata fortunatamente dopo, perché è stato proprio nella seconda parte del libro che ha luogo lo sviluppo meraviglioso del protagonista e di altri personaggi. Bastiano, esposto alle conseguenze del proprio ruolo di salvatore e creatore grazie al possesso del medaglione Auryn, viene messo alla prova come eroe e chiamato a comprendere il valore dei desideri e dei ricordi, altri temi portanti dell’opera di Ende, così tanto influenzata dalla letteratura fiabesca. 

C’è poco da fare, La storia infinita è stata una rivelazione per me. A parte quella parentesi di noia verso la metà del romanzo (durante il quale stavo davvero rischiando l’abbiocco fulminante sul treno) mi pento di non averlo letto prima e credo onestamente che si tratti di un pilastro della letteratura per ragazzi.
Quindi, siete alla ricerca di un racconto appassionante, originale e profondo per i vostri figli? Regalate loro La storia infinita…poi rubateglielo, chiudetevi in camera e leggetelo voi! 

 

Voto La Storia Infinita

4,5 pescetti su 5

 

Consigliato a chi: vuole sorvolare Fantàsia in groppa a un drago della fortuna; non si accontenta di un romanzo per ragazzi semplice e immediato; crede nella forza dell’immaginazione.

Sconsigliato a chi: desidera un protagonista eroe dall’inizio alla fine; 

 

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