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Recensione Storie da leggere con la luce accesa: una piccola dose di paura

Chi mi conosce potrebbe trovare strano il fatto che io sia una grande estimatrice della paura. Potrei sembrare una creatura schiva e impaurita dalla vita, ma nel mio intimo apprezzo questo atavico sentimento, tanto sfaccettato quanto angosciante. La paura è uno dei sentimenti fondamentali dell’esistenza e della crescita, poiché permette all’essere vivente di sopravvivere in un mondo che mette a dura prova fin dal primo respiro.
Nella mia recensione di Storie da leggere con la luce accesa la mia sete di “paura controllata” non è stata del tutto estinta, ma non posso comunque ritenermi del tutto insoddisfatta dalla la lettura di questa raccolta di racconti inquietanti.

Recensione Storie da leggere con la luce accesa

Trama 


Il giovane Robert non vede l’ora di allontanarsi dall’odiata matrigna. Per questo accoglie positivamente il viaggio in treno che si appresta a compiere. Nonostante la matrigna lo metta in guardia da un pericolo imminente da lei visto in una visione, Robert non si sente affatto intimidito, neanche quando il treno si ferma improvvisamente per un guasto. Ci pensa la sua misteriosa compagna di carrozza a intrattenerlo in attesa che il viaggio riprenda, grazie a una serie di storie dell’orrore che dapprima lasciano Robert indifferente, per poi turbarlo nel profondo, man mano che comprende che c’è qualcosa che non va.

Recensione di Storie da leggere con la luce accesa


Non è affatto difficile trovare un film horror ben realizzato o una serie tv che metta i brividi, ma per la letteratura è tutta un’altra cosa, almeno per me. Mettendo per un attimo da parte i classici del genere, che con quella patina antica non riescono a farmi immedesimare nella vicenda, non ho mai avuto molto successo nella ricerca di un romanzo davvero spaventoso. Eppure sarebbe così bello divorare capitolo dopo capitolo, in una notte buia e tempestosa, magari sotto le coperte, farsi rapire dalla lettura e trasalire con il cuore in gola a ogni fruscio, a ogni scricchiolio della casa, chiudere gli occhi e cercare il sonno pur senza riuscirci a causa della tensione… 

Storie da leggere con la luce accesa non è stata la scelta più azzeccata, ma si è rivelato comunque un buon libro per passare degli istanti di evasione.
Scritto da Chris Priestley, questa raccolta di racconti punta a un target di giovani adulti, che possono trovare nelle vicende dei protagonisti adolescenti una morale universale. I personaggi centrali sono infatti spesso ragazzi con problemi relazionali, in conflitto con la famiglia o con l’autorità, oppure caratterizzati da una letale curiosità per le situazioni sconosciute. E si sa, la curiosità uccise il gatto

Questa mia recensione di Storie da leggere con la luce accesa potrà pure essere tiepida, ma non è affatto critica. Mi trovo da un pezzo fuori target, ma dopo le prime pagine mi sono sentita abbastanza coinvolta sia dalla vicenda principale – che permette ai racconti di essere legati da un filo conduttore – sia dalle singole storie, sempre caratterizzate da un finale agrodolce.

Forse è proprio il viaggio di Robert a invogliare di più a proseguire la lettura, piuttosto che la raccolta antologica. Ogni storia ha delle caratteristiche inquietanti che donano loro un certo fascino, ma le sensazioni che suscitano sono piuttosto contenute e non sfociano mai nella paura. Da piccola probabilmente avrei avuto un’opinione diversa, ma attualmente mi sono sentita più catturata dai reali significati del guasto al treno e dalla misteriosa donna di bianco vestita che intrattiene il protagonista con le sue storie. Chi è questa fanciulla? Qual è la minaccia percepita dalla matrigna di Robert? Perché il treno si è fermato e non riprende la sua corsa nemmeno dopo tante ore? 

Queste domande sorgono fin dalle prime pagine e i dubbi si fanno sempre più pressanti man mano che la donna in bianco prosegue con i suoi racconti. La promessa di qualche risposta alimenta la volontà di proseguire nella lettura, mentre la brevità del testo contribuisce a renderla un’esperienza veloce e piacevole. Certo, per chi è alla ricerca di qualcosa di più sconvolgente o di un vero brivido di paura, Storie da leggere con la luce accesa non è l’opera ideale. Ma per un intrattenimento tranquillo non è male.

 

Voto Storie da leggere con la luce accesa:
2,5 pescetti su 5

Consigliato a chi: è un giovane lettore alla ricerca di un horror soft; apprezza le antologie di racconti poco impegnative; è un fan di Piccoli Brividi.

Sconsigliato a chi: è alla ricerca di un’inquietudine più intensa; non si lascia spaventare facilmente; si illude di trovare sbudellamenti o fenomeni agghiaccianti.

 

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