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Recensione Vesta Shutdown: un libro game spaziale!

Non so voi, ma io sento parlare piuttosto poco dei Libri Game. La gran parte dei lettori si fionda in libreria alla ricerca delle novità editoriali, ma la lettura delle avventure interattive – particolarmente fiorenti negli anni ‘80, è sempre meno diffusa, forse relegata a una nicchia di nerd nostalgici. 

Non so se questa sia solo una mia impressione o se i Libri Game siano davvero poco conosciuti oggi, ma sono convinta che ancora ci sia un posto per questi prodotti nel mercato editoriale. Non solo capaci di regalare una forma di intrattenimento semplice ed efficace, i Libri Game sono ben avviati sulla strada che toglierà loro l’etichetta di “vintage” per conquistare il pubblico con originalità e modernità.
Il titolo di cui sto per parlarvi rientra perfettamente in queste due caratteristiche. Ecco a voi la mia recensione di Vesta Shutdown, di Gabriele Simionato!

 

Recensione Vesta Shutdown: un libro game diverso dal solito 

Avvertenze: Cerco sempre di evitare spoiler. Qualche allusione velata però la faccio

Dopo aver goduto di un’ottima esperienza di coppia con Stregoneria Rusticana di Andrea Tupac Mollica (se vi va trovate qui la recensione!), sono stata particolarmente contenta nel trovare un nuovo libro gioco sotto l’albero. Oltre al fatto che non lo avevo proprio previsto, Vesta Shutdown è stata una piacevole sorpresa. Sì, perché fin dalla copertina ho capito che sarebbe stata una lettura diversa per me, ultimante un po’ indietro con la reading list (ahi ahi!).
Abituata a lanciarmi in avventure interattive cartacee di genere fantasy o giallo, non avevo pensato che iniziare una storia sci-fi mi avrebbe divertita così tanto!

Trama

Ci troviamo nello spazio nei panni del Niklas Chavallane, betatenente attivo nella Divisione Spaziomineraria. Il nostro lavoro su Vesta – asteroide colonizzato su cui ci troviamo da tre anni – consiste nel supervisionare i cantieri di ferro, carbonio e altri materiali minerari e accertarci che tutto fili liscio. A quanto pare però non tutto fila liscio, perché altrimenti che libro game super avventuroso sarebbe?
Nello spazio, proprio come sulla Terra, i problemi non vengono mai da soli e in Vesta Shutdown siamo chiamati a risolverli con acume, sangue freddo e una buona dose di fortuna! 

 

Recensione Vesta Shutdown

A livello di struttura e funzionamento ci troviamo di fronte a un classico libro game. Un’introduzione ben approfondita ci permette di fare le presentazioni con il nostro personaggio. Ci aiuta poi a capire i sistemi che ci permetteranno di portare a termine le missioni o che causeranno – se non utilizzati a dovere – il nostro smarrimento eterno nello spazio. Sebbene si tratti di un prodotto dal marcato stampo sci-fi, non è difficile capire cosa dobbiamo fare. Ma è solo quando le premesse si trasformano in narrazione che si svelano i punti forza di questo libro game. 

La scrittura di Simionato è viva, frizzante, decisamente simpatica. Non voglio togliere nulla ai vecchi libri gioco di una quarantina di anni fa, ma la differenza di tono si percepisce fin da subito. È stimolante avere a che fare con un’avventura interattiva che sia anche una storia ben progettata e ben scritta.
Il protagonista è carismatico e sempre pronto alla battuta, sia nei dialoghi con gli altri abitanti delle colonie, sia con il lettore stesso. A quest’ultimo regala infatti numerosi aneddoti e considerazioni spiritose di quanto faccia schifo la vita nello spazio (soprattutto dal punto di vista alimentare). 

Le capacità narrative di Simionato continuano a manifestarsi anche nel corso dell’avventura, quando alle riflessioni più distese di Niklas si sostituiscono gli eventi più concitati e pericolosi.
Questi sono un altro punto positivo nella mia
recensione di Vesta Shutdown: leggere questo libro game significa affrontare un’appassionante avventura nello spazio, tra malfunzionamenti delle navicelle, atterraggi su asteroidi poco conosciuti, strane epidemie e schianti. Gli incidenti fatali potrebbero essere più frequenti del previsto, vista la difficoltà di alcune svolte o la sfiga di chi deve lanciare i dadi. 

Io sono morta tre volte nel corso dell’avventura, ma in realtà molte scelte non provocano conseguenze così terribili se fatte con un po’ di pensiero critico.
La componente aleatoria invece può davvero dare qualche grattacapo e decretare la fine dell’avventura in alcuni casi più drastici. Questo forse è uno dei punti su cui potrei aver qualcosa da ridire. Mi sono trovata a morire schiantata contro il fondo di un cratere e a dover ricominciare daccapo solo per un tiro birichino dei dadi – anche dopo aver compiuto le scelte giuste – e questo è decisamente frustrante.
Tolti questi contrattempi dettati dalla fortuna o dalla sfortuna (parte integrante di quasi ogni libro game), il sistema a scelte e i piccoli enigmi disseminati tra i paragrafi riescono a tenere alta l’attenzione, nonché la presenza di diversi finali, interessanti da scoprire volta per volta. 

Vesta Shutdown è un libro game che si divora ben volentieri, difficilmente in un’unica sessione (solo per i più pazienti e audaci), più facilmente in comode rate da un paio d’ore l’una.
Mi ha tenuto compagnia per qualche sera con avventure spaziali scritte con uno stile piacevole e al tempo stesso scientificamente approfondito. O almeno questo è ciò che lascia intendere la scrittura scorrevole e naturale di Simionato, autore che sembra sapere ciò di cui sta parlando e che riesce a dare vita a personaggi carismatici, a partire dal protagonista Niklas fino ai secondari, come l’amico Julyen. 

 

Voto Vesta Shutdown
4 pescetti su 5

 

Consigliato a chi: è curioso di assaggiare una carbimina; cerca avventure rischiose tra gli asteroidi; vuole affrontare il lancio dei dadi a muso duro! 

Sconsigliato a chi: non vuole inoltrarsi nello spazio profondo; non è capace di selezionare solo 10 oggetti da tenere nell’inventario; non è pronto ad affrontare la possibilità di un bad ending.

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