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Una questione privata: l’amore al tempo della guerra partigiana

Lo confesso, ho sempre avuto un rapporto conflittuale con i classici, una specie di odi et amo caratterizzato un giorno da grande concentrazione ed entusiasmo e un altro da totale mancanza di interesse. Sembra strano pensare che proprio io, che provengo da molti anni di studi letterari, provi addirittura noia al pensiero di leggere alcuni dei grandi libri che hanno fatto la storia della letteratura. Col tempo però ho imparato a conoscermi: ci sono libri che semplicemente non fanno per me, che hanno un intreccio costruito su pochi eventi, oppure più concentrati su drammi sentimentali o psicologici, incapaci di farmi vivere una bella avventura. Fatemi leggere l’Inferno dantesco dieci volte, ma non mettetemi in mano Guerra e Pace o potreste uccidermi.La cosa migliore è sempre leggere ciò che piace o ciò che interessa, altrimenti la vita del lettore è davvero dura, per questo mi sono sentita intimidita nel sentirmi proporre di leggere Una questione privata prima di vedere la trasposizione cinematografica con Luca Marinelli.
Un romanzo ambientato durante la resistenza partigiana, in uno scenario bellico angosciante e grigio tipico di uno dei periodi più drammatici della nostra storia. Forse avevo trovato un altro classico novecentesco che non faceva per me, forse stavo per imbarcarmi in una nuova impresa che mi avrebbe lasciato spossata e poco entusiasta.
Ed è così, con questi pensieri tutt’altro che positivi, che in quattro ore di treno ho terminato e amato Una questione privata, di Beppe Fenoglio.

Avvertenze: Cerco sempre di evitare spoiler. Qualche allusione velata però la faccio.

Trama

In uno scenario cupo e angosciante il giovane partigiano Milton ripercorre con la mente i momenti passati insieme a Fulvia, la ragazza di cui è innamorato e che è stata sfollata ad Alba all’inizio della guerra. In un attimo di nostalgia si reca presso la casa dove lei alloggiava, trovandola vuota e grigia. La custode però lo accoglie, raccontandogli che Fulvia è tornata a casa, accennando con preoccupazione a un tempo in cui la giovane usciva con Giorgio, caro amico di Milton.
Per il ragazzo quella è un’allusione non troppo velata a una relazione tra i due e in lui sorge un dubbio che lo porta a iniziare una ricerca spasmodica e ossessiva della verità.

Recensione

Il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto. Finché il primo libro non è scritto, si possiede quella libertà di cominciare che si può usare una sola volta nella vita, il primo libro già ti definisce mentre tu in realtà sei ancora lontano dall’esser definito; e questa definizione poi dovrai portartela dietro per la vita, cercando di darne conferma o approfondimento o correzione o smentita, ma mai più riuscendo a prescinderne.”

Questo scrive Italo Calvino nella prefazione al suo romanzo I sentieri dei nidi di ragno, accennando alla carriera di ogni scrittore e facendo un velato riferimento anche a Fenoglio, autore da lui molto apprezzato. Poco prima Calvino parla proprio del collega, indicandolo come lo scrittore che è riuscito a fare il romanzo ambito da tutti e mostrando così tutta l’ammirazione che prova per un tale artista. Un’ammirazione tale che l’autore esprime il desiderio di aver scritto la presentazione a Una questione privata, piuttosto che al proprio stesso romanzo.
Il discorso che Calvino fa sulla pesante eredità rappresentata dalla prima opera non esclude Fenoglio, che prima di lavorare a Una questione privata aveva tentato per molto tempo di scrollarsi di dosso l’etichetta di “autore della Resistenza”, rappresentata con maggior intensità da Il partigiano Johnny. Se lo si studia a scuola è proprio per avere una sorta di resoconto vissuto della guerra partigiana e di come le cose andavano in Italia in tempo di guerra. Lo si può capire, continuare a scrivere di morti, sparatorie e guerra non è tra le cose più divertenti da fare durante tutta la propria carriera. Ogni tanto un filino di pace ci vuole.
Il tentativo di Fenoglio di liberarsi di questa sorta di condanna d’esordio fallisce, ma non del tutto, poiché in questo romanzo il tema della Resistenza, seppur forte e molto evocativo, è solo lo sfondo di quella che è considerata una delle più intense storie d’amore della letteratura. Christian Grey nasconditi proprio dietro ai pini.
Ma dimenticate i mazzi di rose, i delicati baciamano e le frasi sussurrate all’orecchio, Una questione privata, pubblicato postumo nel 1963, non narra di galanteria, ma di una ricerca spasmodica e convulsa di un amore tanto vivido quanto rarefatto. Di un rapporto che forse non è mai stato, ma che al tempo stesso non potrebbe essere più forte di così.

Fin da subito il romanzo si presenta in una veste incredibilmente contraddittoria. Si sviluppa su numerose antitesi e contrapposizioni, nonostante una struttura molto basilare.
La giovane Fulvia, love interest del protagonista, non si vede mai ma viene evocata più volte grazie alla memoria, uno dei grandi temi del romanzo. Attraverso i ricordi di Milton il lettore riesce a spiare i momenti che lui e Fulvia passano insieme, a vedere gli sguardi che si lanciano, a udire i loro discorsi e ad assistere agli istanti di tensione che si creano attorno a loro. Tra i due giovani c’è una connessione mentale ed emotiva, più che fisica, quella che precede di poco il tentativo di un contatto più profondo che mai avviene. Se da un lato riusciamo a capire che c’è una forza che li avvicina, dall’altro riusciamo anche a percepire il forte elemento di disturbo rappresentato da Giorgio, anch’esso presente solo come ricordo all’interno del romanzo.
La forza della memoria si fa ancora più presente quando si capisce quanto Giorgio, seppure assente, susciti ancora emozioni incredibilmente intense e rappresenti una minaccia tremenda contro l’amore che Milton prova.
Dopo aver intuito grazie alle parole della custode che potrebbe esserci qualcosa tra Giorgio e Fulvia, Milton sembra staccarsi ancora di più dall’ideologia partigiana che muove il suo gruppo e parte per una missione che ha poco a che vedere con la guerra che i suoi compagni partigiani stanno vivendo.

Si incontra qui uno slittamento molto interessante da un piano esterno – in cui la guerra è quella di Resistenza, concreta e terribile, che sembra non finire mai – a un piano interiore, dove lo scenario bellico è quello del cuore. Un topos, quello dell’amore come guerra, che vede i suoi migliori esempi letterari nelle poesie di trovatori e trovieri medievali e nei grandi poemi cavallereschi. La vicinanza simbolica tra sentimento amoroso e combattimento in alcuni di questi esempi di letteratura si trasforma anche in una forma di diserzione. Il cavaliere medievale, colto da struggimento erotico, che sia platonico, sentimentale o sensuale, si presenta completamente dimentico dei propri doveri e totalmente assorbito dalla dama, divenuta nuovo pilastro ideologico.
Di esempi se ne potrebbero fare moltissimi, ma ci basta ricordare il rincoglionimento di Rinaldo che, avvinghiato alla maga pagana Armida si dimentica del tutto del suo appuntamento con le crociate (La Gerusalemme Liberata, Tasso), oppure il cavaliere francese Erec che ama così tanto Enide da essere considerato ormai troppo imbelle per tornare a combattere (Erec et Enide, Chrétien De Troyes), o ancora il povero Orlando che, colto da amore bruciante per la bella Angelica e in antitesi col suo predecessore letterario Rolando, se ne va in giro per il mondo tutto sciroccato alla disperata ricerca della giovane (L’Orlando Furioso, Ariosto). Milton non fugge a questo stilema e, un po’ folle come Orlando, un po’ inglobato nelle grinfie di Amore come Rinaldo ed Erec, perde di vista il vero scopo di quella guerra e la minaccia del nemico per concentrarsi quasi esclusivamente sulla sua “Questione privata”, una missione tutta sua: scoprire la verità su Fulvia e Giorgio.

Parte dunque alla ricerca dell’amico, in un piccolo viaggio che non è solo una deviazione dalla meta principale, ma una vera e proprio avventura, alla pari di quelle cavalleresche, che sembrano non aver mai fine poiché a ogni angolo ci sono nemici, ostacoli, imprevisti. Giorgio sembra inizialmente molto vicino, ma diventerà un obiettivo sempre più lontano, così come lo è Fulvia, tanto che i due sembrano quasi due miraggi che il protagonista insegue follemente. Ho trovato quindi impossibile scindere i due obiettivi di Milton e distinguerli nettamente, anzi ho come avuto l’impressione che questa struggente storia d’amore non potesse esistere narrativamente senza tutte e tre le parti.
Un triangolo amoroso forse? Sono arrivata a pensarlo davvero, ma è possibile che sia un mio errore critico. Ho come avuto l’impressione che tutti e tre i personaggi fossero legati strettamente l’uno a l’altro senza la possibilità di escludere uno dei tre elementi. Milton ama Fulvia, ma ama anche Giorgio a modo suo, il suo grande amico di sempre; la ricerca della ragazza si intreccia con quella del giovane in modo così stretto che a volte dimentichiamo che il vero scopo di Milton è sapere se il cuore di Fulvia gli appartiene o no.
La scrittura evocativa di Fenoglio ci conduce assieme al partigiano in una ricerca sfrenata, attraverso alle volute di nebbia che si alzano dalle strade, tra i pericoli della guerra, in mezzo ai nemici e agli alleati, lungo i crinali delle montagne ammantati di silenzio e scossi solo da leggeri soffi di vento. Il gelo e l’umidità descritti dall’autore sembrano entrarci nelle ossa mentre anche noi aspettiamo…qualcosa, qualsiasi cosa, un rumore che indica un pericolo, il baluginio di un fucile nemico, la notizia della morte di un nostro compagno.

Una questione privata è un romanzo che deve essere letto, non solo per un compito in classe o per comprendere le meccaniche della guerra partigiana nelle Langhe, ma per avere tra le mani un romanzo vivo, una vicenda struggente da cui è difficile staccarsi fino a che l’ultima pagina non è stata letta e voltata. È uno scritto incredibilmente poetico, che mescola però sentimenti d’amore potenti ad attimi di angoscia soffocante che viene rappresentata al meglio dal clima e dall’atmosfera carichi di gelida umidità. In uno scenario che pare quasi morto o congelato in attesa che la guerra finisca, si muovono personaggi vividi, che lottano per amore e non si arrendono, che amano intensamente e che non possono smettere di farlo, a costo di battere tutte le strade possibile alla sua ricerca.

Voto: 5 pescetti su 5

Consigliato a chi: vuole leggere una struggente storia d’amore finalmente scritta bene; desidera assistere alle gesta di un moderno cavaliere errante; apprezza le narrazioni nostalgiche; vuole finalmente leggere di un triangolo amoroso che non sfoci nel cliché più idiota.

Sconsigliato a chi: soffre di reumatismi; si perde facilmente nella nebbia; cerca un finale chiuso e ben definito; cerca un romanzo dai forti ideali bellici.

Fonti:

Pedullà G., Alla ricerca del romanzo, in, Fenoglio B., Una questione privata, Torino, Einaudi, 2006.

Calvino I., Presentazione, in I sentieri dei nidi di ragno, Milano, Mondadori, 2016.

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