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Un’epica rilettura continua: Harry Potter e la Camera dei Segreti

Eccoci di nuovo con la rilettura della saga della mia infanzia, quella che mi ha vista crescere e sviluppare una fissa sempre più incurabile per il mondo di Harry Potter, tanto che mi sono addirittura costruita una bacchetta con un legnetto di nocciolo e ne andavo fiera come se fosse la creazione del secolo. In realtà era tutta storta e non sono riuscita a lanciarci nemmeno un incantesimo, ma ehi, io ci ho provato. Dato che è la bacchetta a scegliere il mago e non viceversa, immagino che la mia abbia toppato alla grande.La recensione di oggi riguarda il secondo capitolo di questa serie di romanzi meravigliosi, Harry Potter e la Camera dei Segreti. Non ricordo molto della prima volta che l’ho letto, se non la sensazione di paura che ho provato quando sono arrivata a dei punti particolarmente inquietanti del libro. È stato così che mi sono resa conto che Harry Potter stava prendendo anno dopo anno una piega sempre più matura, in modo graduale e ben riuscito, tanto che il mio apprezzamento per il primo romanzo si è trasformato con il secondo volume in una vera e propria mania.
Della saga in sé ho parlato nella prima recensione, ma non posso mancare di dire la mia anche su questo prodotto, in cui la Rowling dimostra la validità della propria scrittura e ci fa di nuovo sognare grazie a un mondo magico progettato alla perfezione e una nuova avventura dai toni ancora più oscuri.

Avvertenze: Cerco sempre di evitare spoiler. Qualche allusione velata però la faccio.

Trama

Per Harry, Ron ed Hermione è tempo di tornare a Hogwarts per il secondo anno di lezioni, ma per il nostro protagonista non è facile affrontare il rientro alla nota scuola di magia e stregoneria. Un elfo domestico comparso da chissà dove lo minaccia di terribili conseguenze se Harry oserà rimettere piede a Hogwarts, mentre una serie di drammatici eventi sconvolge l’intera scuola, eventi che fanno pensare che come molti anni prima gli studenti siano di nuovo in pericolo. La Camera dei Segreti potrebbe essere stata riaperta, con conseguenze terribili per chi non ha sangue puro di mago nelle vene.

Recensione

Proprio per quella sensazione che ho descritto sopra, quando ero più piccola la Camera dei Segreti era il mio libro preferito di Harry Potter. Mi fomentava tantissimo provare quella sensazione di timore, percepire la minaccia sempre più vicina. Con l’uscita di altri cinque volumi dopo questo è stato sempre più difficile eleggere il più bello, ma sta di fatto che già da questo romanzo la saga di Harry Potter comincia ad evolversi. Si mantiene sempre piuttosto bambinesca nei toni, grazie a una scrittura semplice e diretta che agevola molto il giovane lettore e a situazioni che ben si adattano a un’audience non del tutto matura. Accanto a questo stile narrativo di certo non acerbo e ingenuo, ma delicato e rispettoso dei lettori più giovani, si sviluppano le prime vere tematiche “forti”, che da questo momento in poi si ripresenteranno in continuazione in tutta la saga e che nel primo volume sono stati solo sfiorati brevemente.
Il ritorno del male nelle sue varie forme è il tema centrale di ogni romanzo di Harry Potter. In questo comincia a manifestarsi attraverso situazioni più mature. L’apertura di questa fantomatica Camera dei Segreti, evento dai toni leggendari, si accompagna alla scelta da parte della Rowling di includere atmosfere più vicine all’horror: presenza di mostri e creature spaventose, attacchi agli studenti, scritte fatte col sangue, una minaccia dal passato che torna a fare paura.
Sembra quasi che la Rowling stia mettendo alla prova i suoi lettori tentando di spaventarli un po’, come a far capire loro che “ehi, provare paura è normale, ma la chiave di tutto è affrontarla insieme, come Harry, Ron ed Hermione”. Si tratta di una morale semplicistica e buonista, ma perfetta per un lettore giovanissimo e sempre valida come quando erano le fiabe a suggerirla.
Accanto alle tematiche horror si affaccia in questo nuovo anno a Hogwarts una questione prettamente sociale, ma molto forte, spinosa e necessaria per la crescita dei bambini (in barba a chi pensa che certi temi i ragazzini non li dovrebbero affrontare da piccoli).
Si tratta della discriminazione del diverso.

In Harry Potter e la Pietra Filosofale si accennava già al fatto che alcuni maghi provenissero da famiglie di non maghi, come se la magia si manifestasse un po’ a caso come un talento naturale. Nella Camera dei Segreti ci viene spiegato meglio che ci sono maghi di questo tipo e maghi che provengono da famiglie purosangue, che possiedono la magia da generazioni senza eccezione.
Alcuni purosangue non sopportano che maghi non puri quanto loro posseggano la magia e non mancano certo coloro che si scagliano contro questi individui considerati diversi, con astio e veri e propri epiteti negativi.
Un tema tanto attuale quanto quello della discriminazione, del razzismo e del bullismo viene trasportato nel mondo magico per poter raggiungere anche in questo modo i ragazzini ed educarli a un messaggio importantissimo: non esistono maghi di serie A e maghi di serie B, così come non esistono persone di serie A e di serie B. discriminare qualcuno solo perché in qualche modo diverso non solo è sbagliato, ma è anche da stupidi.
Anche con l’inserimento di questo tema, attuale e delicato, la Rowling compie un ulteriore passo nel processo di maturazione del romanzo e della saga, maturazione che continuerà nei volumi successivi senza mai far perdere alla serie i buoni sentimenti che la caratterizzano: coraggio, eroismo, amicizia e lealtà. Per questo Harry Potter si conferma un libro non semplicemente “per bambini”, ma adatto a tutti, dai messaggi forti e dalla capacità di coinvolgere generazioni diverse.

Voto: 5 pescetti su 5

Consigliato a chi: vuole sapere chi ha aperto la Camera dei Segreti; ha amato il primo volume della saga; non teme i pericoli che si celano nella Foresta Proibita; vuole un autografo di Gilderoy Allock.

Sconsigliato a chi: ha il terrore di ragni e serpenti; crede che ogni elfo buono sia un elfo schiavo; non vuole saperne di Club dei Duellanti, Pozione Polisucco e Folletti della Cornovaglia; si è annoiato a morte a leggere La Pietra Filosofale.

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